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UE e Cina aprono negoziati cruciali per prevenire la guerra commerciale

L'UE e la Cina stanno avviando negoziati cruciali a Pechino per porre fine a uno squilibrio commerciale di 36 miliardi di euro ed evitare una guerra tariffaria.

La presidenta de la Comisión Europea, Ursula von der Leyen, junto a Emmanuel Macron y Friedrich Merz.
El comisario de Comercio europeo, Maros Sefcovic, encabeza la delegación del bloque en las negociaciones de Beijing.

Il Commissario per il Commercio UE Maros Sefcovic inizierà una visita ufficiale di due giorni a Pechino giovedì 8 ottobre per tenere riunioni di emergenza con le autorità cinesi di alto livello. L’obiettivo centrale della delegazione di Bruxelles è quello di contenere crescenti attriti bilaterali ed evitare la disintegrazione delle relazioni commerciali,

un deficit per il blocco europeo di 36 miliardi di euro (circa 40 miliardi di dollari).

I negoziati si stanno svolgendo in un contesto di profonda preoccupazione all’interno dell’industria europea su ciò che gli analisti e i funzionari chiamano “Surto cinese 2.0”. Il concetto si riferisce alla massiccia penetrazione dei beni industriali,

veicoli tecnologici e macchine dalla Cina a prezzi fortemente sovvenzionati,sulla competitività dei produttori dell’ex continente.

Tra gli obiettivi fissati dalla Commissione europea ci sono tre priorità: rallentare il flusso delle importazioni cinesi in settori strategici, eliminare gli ostacoli burocratici all’aumento delle vendite delle imprese europee sul mercato asiatico e garantire una fornitura stabile di materie prime critiche.

Il Rare Earth Claim e Pechino Response

Uno dei punti di attrito più importanti nell’agenda bilaterale è la fornitura di terre e minerali scarse essenziali per la transizione energetica e l’industria della difesa. Dopo che la Cina ha imposto controlli e restrizioni sui titoli di esportazione lo scorso anno, l’Unione europea ha bisogno di una maggiore trasparenza e certezza nel

catene di fornitura per evitare arresti industriali.

La possibilità di accettare impegni volontari per le quote di esportazione da parte della Cina, che coprono settori come i veicoli elettrici e ibridi, è stata sollevata a Bruxelles. Tuttavia, fonti vicine ai colloqui sottolineano che il governo Xi Jinping rifiuta fortemente l’imposizione di quote e avverte che reagirà saldamente a qualsiasi “misure restrittive discriminatorie”

”

Va ricordato che, in risposta alla precedente ricerca europea sul settore automobilistico, Pechino ha applicato le tariffe alle importazioni di cognac europeo e ha aperto i casi contro l’ingresso di maiale e prodotti lattiero-caseari dal blocco comunitario.

Pressione interna e dibattito per nuovi strumenti difensivi

La posizione dell’esecutivo comunitario è stata rafforzata in modo coordinato con le principali competenze del blocco. Il presidente della Francia, Emmanuel Macron, e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, hanno inviato una lettera congiunta al presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, chiedendo di accelerare e ampliare gli strumenti di difesa commerciale.

Parigi e Berlino incoraggiano la creazione di meccanismi volti a limitare rapidamente l’accesso al mercato unico in caso di gravi distorsioni.

Allo stesso tempo, i team tecnici della Commissione stanno facendo progressi nella progettazione di uno strumento ispirato all’articolo 301 del diritto commerciale degli Stati Uniti, un quadro giuridico che permetta all’UE di indagare le pratiche e di applicare le reprisals

automatico.La proposta formale sarà presentata ai leader del blocco al vertice di dicembre.

Nonostante l’importanza della riunione di Pechino, gli analisti nelle organizzazioni internazionali si aspettano un progresso moderato nei colloqui, in quanto accordi specifici saranno raggiunti su questioni tecniche, ma non un quadro per una comprensione globale a breve termine.